Postille sulla data della prima attestazione di alcune voci italiane

Lo studio dei testi piemontesi antichi, soprattutto dei Sermoni subalpini della fine del secolo XII e dell’Opera Jocunda, pubblicata ad Asti nel 1521, non solo ci ha portati a proporre una nuova soluzione all’annosa questione della lingua delle prediche subalpine (Villata, 2011), ma ci ha anche permesso di suggerire alcuni aggiornamenti circa la datazione della prima documentazione di alcune voci che oggi fanno parte del lessico italiano.

Tanto per cominciare, vorremmo segnalare termini quali naia e stravacare. Il primo, naie plurale di naia, è già riportato nei Sermoni subalpini, scritti in una lingua molto discussa che, basandoci sul modo di affermare, avevamo chiamato lenga d’oé. Il secondo, stravacare, è riportato nelle farse astigiane dell’Opera Jocunda, dove appare anche naye.

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Autore: Villata Bruno